Il mio feedback sull’agile day 2007

Complimenti a Marco e agli altri organizzatori, l’agile day 2007 e’ stato molto interessante, con contenuti ed organizzazione migliori dello scorso anno.

Cosa mi e’ piaciuto:

  • lo speak di Tim Mackinnon, uno dei padri dei mock objects. In particolare:
    • l’accento sull’appreciative inquiry e sul positive thinking
    • le pratiche da lui adottate, in particolare quelle a supporto della riflessivita’ e del miglioramento continuo del team, come la timeline e la retrospective
  • l’esperienza di Antonio Terreno su un progetto in ThoughtWorks dove c’era stato un cambio totale di team, e si e’ riusciti a fare bene
  • le incursioni di Francesco Cirillo, vedi la campagna anti-if (comprate la maglietta anti-if!) e le riflessioni su cosa voglia dire essere agili e su quali passi dovrebbe intraprendere la comunita’ xp italiana per favorire la diffusione dei metodi agili.
  • la presentazione di Alessandro Ruzzon sull’uso di Spring in progetti “agili” (!!)
  • in generale ho apprezzato la logistica a supporto delle presentazioni, vero punto debole dell’agile day 2006 (troppo rumore perche’ non c’era una vera separazione delle diverse track “concorrenti”)

Cosa non mi e’ piaciuto:

  • la location (troppo difficile da raggiungere)

Ah, e ovviamente, aderite anche voi alla campagna anti-if! Campagna Anti-IF

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Il mio feedback sull’Agile Day 2006 – Milano 01.12.06

Venerdi’ primo dicembre ho partecipato al secondo Agile Day, organizzato a Milano al Centro congressi MilanoFiori.

Innanzitutto devo ringraziare Marco Abis e tutti coloro che hanno contribuito (anche economicamente) alla sua realizzazione.

Di seguito qualche mia considerazione sulla giornata:

Interessante la presentazione del gruppo corse Ferrari (Nicola Canalini e Luca), anche se meno d’impatto di quella dell’anno scorso.
Di quello che hanno detto mi hanno colpito alcune cose:

  • la grande attenzione che pongono nello standup meeting, dove mi sembra di capire che ognuno dice qualcosa. Addirittura ognuno se lo prepara il giorno prima (che e’ piu’ o meno quello che facciamo nel nostro team quando compiliamo il journal sul wiki a fine giornata). Ognuno arriva allo standup con una carta con i propri feedback, che ruotano attorno a poche domande:
    1. cosa ha fatto ieri
    2. cosa fara’ oggi
    3. di cosa ha bisogno
    4. problemi incontrati
    5. comunicazioni generali
  • un forte accenno alla leggibilita’ del codice (e noi come siamo messi a riguardo, eh?)
  • per gestire l’alto numero di progetti (circa 100!) e la loro complessita’, stabiliscono degli standard a cui tutti si attengono, tipo: c’e’ un solo modo di accedere alle basi dati, e chi deve accedere ad una base dati deve seguirlo. In tal modo diventa piu’ facile e veloce ‘entrare’ in un progetto o capire cosa non va.
  • uno sforzo per il miglioramento continuo e per l’auto-organizzazione
  • una delle metriche che adottano e monitorano costantemente e’ il numero di test scritti nell’arco di tempo (ogni giorno, ad ogni iterazione), sia come team che a livello ‘individuale’. Il delta dei test scritti dal team viene pubblicato quotidianamente su un monitor visibile a tutti.

La presentazione di Davide e Giuliano ha avuto luci ed ombre: bella e frizzante la presentazione con le slide, un po’ debole il video, sia per problemi tecnici (non si vedeva/sentiva bene), sia perche’ forse piu’ che una sessione di pair remoto dava l’impressione di essere una sessione di TDD.

Non sempre ho trovato interessanti alcuni temi delle track (mi e’ capitato di non essere interessato a nessuna track che si stava svolgendo in quel momento).

Il pubblico era vasto ma generalmente non sembrava da molto addentro all’xp e al mondo agile, per cui spesso le track tecniche per forza di cose si ‘appiattivano’ sul livello dei meno esperti. Per carita’, questo va benissimo, diffondere l’xp e i principi agili e’ una cosa molto importante e positiva, ma penso che il formato dell’open-space poco si presti a questa cosa, mentre e’ piu’ adatto a favorire lo scambio di esperienze tra persone piu’ o meno addentro agli argomenti trattati (io me lo immagino come un BOF).

Come alcuni hanno detto lo stanzone dove si teneva la riunione e la sua acustica hanno disturbato non poco lo svolgimento delle track: solo le persone nelle immediate vicinanze della persona che parlava lo riuscivano a sentire, le altre no.
Avrei poi preferito che le track fossero organizzate in modo che sembrassero meno delle presentazioni da uno a molti e piu’ una discussione tra tutti: magari mettersi tutti attorno ad un tavolo avrebbe semplificato, magari no. Non so.

Io ho ‘tenuto’ due track: una sui test (“Scrivere Test che incoraggiano il cambiamento”) con Enrico Mangano e una sui Mock Objects. In tutti e due i casi siamo andati a volte fuori tema, soprattutto con la prima sui test. Sui mock objects sono soddisfatto a meta’: alcune persone erano interessate, ma una buona meta’ non sapeva cosa fossero i mock o comunque non li avava mai utilizzati. Avrei preferito tornare a casa con qualcosa di nuovo sui mock e sul loro uso, ma niente da fare. Pazienza

In generale sono tornato a casa con pochi veri spunti di riflessione, giusto quelli che ho detto di ferrari e Cirillo sul ROI, qualcosa sulle metriche e basta.

PS: Gabriele Lana ha fatto qualche foto della giornata…