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	<title>XPlayer &#187; Agile</title>
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	<description>eXtreme Programming e mondo agile</description>
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		<title>XPlayer &#187; Agile</title>
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		<title>Sul coaching&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 10:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stoner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agile]]></category>

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		<description><![CDATA[Caspita, ne è passato di tempo dal mio ultimo post, e tante cose sono cambiate nel frattempo!
La cosa più importante che mi è capitata è che da oramai un anno ho felicemente cambiato lavoro, e grazie a Sourcesense ho avuto la possibilità di continuare a lavorare in un team agile, dopo la passata esperienza nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=xplayer.wordpress.com&blog=532244&post=38&subd=xplayer&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Caspita, ne è passato di tempo dal mio ultimo post, e tante cose sono cambiate nel frattempo!<br />
La cosa più importante che mi è capitata è che da oramai un anno ho felicemente cambiato lavoro, e grazie a <a href="http://www.sourcesense.com">Sourcesense</a> ho avuto la possibilità di continuare a lavorare in un team agile, dopo la passata esperienza nel team XPlayers di Quinary, iniziata nel 2002.<br />
E&#8217; giusto giusto passato un anno da quando lavoro nel <a href="http://www.sourcesense.com/en/agile/">team Orione di Sourcesense</a>, e, dopo diversi progetti di sviluppo e di mentoring, ho avuto l&#8217;occasione di fare il coach di una piccola parte del team.<br />
Quest&#8217;ultima esperienza mi ha portato anche a fare una riflessione più generale sul coaching di un team agile, riflessioni che vorrei cercare di esprimere in senso più o meno compiuto qui di seguito.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-45" title="teamwork!" src="http://xplayer.files.wordpress.com/2009/03/504295738_ce55fc543c4.jpg?w=300&#038;h=199" alt="teamwork!" width="300" height="199" /></p>
<p>E&#8217; vero, verissimo, come spesso si dice e si sente dire, che ogni membro del team dovrebbe avere a cuore il processo e farsi carico di ricordare a tutti (per primo a sè stesso) le pratiche, i principi e i valori alla base del team stesso, soprattutto in condizioni di pressione o difficoltà. E&#8217; quindi ragionevole dire che il team agile *maturo* è un team &#8220;senza coach&#8221;.<br />
Eppure questa conclusione non mi soddisfa, e non mi convince del tutto.<br />
Io penso che qualunque team, dal più &#8220;green&#8221; al piu&#8217; navigato ed esperto, abbia bisogno comunque di un coach. Questo perchè ci sono alcuni &#8220;ruoli&#8221; che, sebbene possano essere interpretati da molti membri del team (da tutti i membri, in un team maturo), devono avere un interprete primario &#8220;designato&#8221; dal team.</p>
<p>Faccio un esempio: ognuno di noi sa che in caso di conflitti tra membri del team, o di atti di mancanza di rispetto, dovremmo tutti intervenire per riprendere la persona che ha &#8220;alzato i toni&#8221;, ma il coach, se presente, di certo interverrà per primo.<br />
Stessa cosa se un customer o qualunque persona &#8220;esterna&#8221; al team di sviluppo cerca di &#8220;forzare&#8221; il team a lavorare in modi che contrastano con i valori o i principi alla base del team. In tal caso ognuno di noi, indistintamente, dovrebbe intervenire. Ma non si puo&#8217; intervenire tutti, &#8220;in mucchio&#8221;. Ci vuole una persona che si faccia carico della cosa e che *per prima* protegga il team da interferenze e pressioni esterne, e per me quella persona è il coach.<br />
So che magari a molti risulterà una metafora un pò lontana, ma pensiamo alle squadre sportive (per esempio di calcio). Lì esiste la figura del capitano, che spesso e volentieri non è neanche la persona più brava della squadra (ad es nel Milan(*) il capitano è Pirlo, non Kaka&#8217; o Ronaldinhio), ma che certo interverrà per prima per riprendere un proprio giocatore se si comporta scorrettamente o se non segue gli schemi, o lo difenderà se è vittima di una decisione arbitrale giudicata ingiusta. Ancora, questo non vuol dire che gli altri giocatori non interverrano ugualmente in questi casi, ma di certo il capitano interverrà per primo e tutti i giocatori lo sanno, e quindi da questo punto di vista sono più &#8220;tranquilli&#8221;.</p>
<p>Per me questo è il ruolo primario e insostituibile del coach: è quello che c&#8217;è sempre e per primo. Se poi lui non può esserci, di certo gli altri faranno in modo che la sua assenza non si senta.</p>
<p>Tutto questo lungo e verboso discorso per dire che non penso basti chiedere che &#8220;ognuno di noi si prenda cura del processo&#8221;, anche se questo sforzo è condizione assolutamente necessaria al buon funzionamento del team.</p>
<p>P.S. Ricordo che nel team Xplayers in Quinary per un certo periodo il buon <a href="http://thinkingbox.wordpress.com/">Piergiuliano Bossi</a> (a cui devo moltissimo), come esercizio a margine degli studi teorici fatti sul libro bianco di XP di Beck, ci faceva, a turno, essere coach del team, per una iterazione. Questo ci serviva per capire che ruolo avesse davvero il coach.</p>
<p>(*) Nota: non sono milanista, è solo per fare un esempio.</p>
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		<title>Microsoft e il continuous improvement</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 13:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stoner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agile]]></category>
		<category><![CDATA[ContinuousImprovement]]></category>

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		<description><![CDATA[Su InfoQ si parla di tal Jay Bazuzi, &#8220;Development Lead for the C# Editor&#8220;, che lascia Microsoft e che in occasione di questo &#8220;evento&#8221;, ha postato sul suo blog delle riflessioni su alcuni punti deboli nello sviluppo del sw in Microsoft.

A parte le osservazioni su come in Microsoft si usa l&#8217;OO o si applica refactoring, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=xplayer.wordpress.com&blog=532244&post=24&subd=xplayer&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Su InfoQ <a href="http://www.infoq.com/news/2007/11/criticism-from-microsoft-devlead">si parla</a> di tal Jay Bazuzi, &#8220;<span style="font-style:italic;">Development Lead for the C# Editor</span>&#8220;, che lascia Microsoft e che in occasione di questo &#8220;evento&#8221;, ha postato sul suo blog delle<a href="http://blogs.msdn.com/jaybaz_ms/archive/2007/11/09/parting-words-for-dear-friends.aspx"> riflessioni su alcuni punti deboli nello sviluppo del sw in Microsoft</a>.</p>
<p><img src="http://farm1.static.flickr.com/68/204873356_bdd9d84cb4.jpg" alt="sunset in val di casies" height="375" width="500" /><br />
A parte le osservazioni su come in Microsoft si usa l&#8217;OO o si applica refactoring, l&#8217;ultimo punto e&#8217; particolarmente interessante, quando parla di &#8220;doing better&#8221;.</p>
<p>Le domande che Jay raccomanda di farsi per migliorare (e che lui personalmente si faceva e faceva al suo team) sono</p>
<ul>
<li><em>“How can I make sure this problem goes away forever?”</em></li>
<li><em>“How can I produce fewer bugs?”</em></li>
<li><em>“How can I make it easier to fix the bugs I have?”</em></li>
<li><em>“How can I make it easier to respond to change quickly?”</em></li>
<li><em>“How can I make it easier to make my software fast enough?”</em></li>
</ul>
<p>Mica paglia!</p>
<p>Che sotto sotto Jay volesse rendere piu&#8217; agile Microsoft? :-)</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/xplayer.wordpress.com/24/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/xplayer.wordpress.com/24/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/xplayer.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/xplayer.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/xplayer.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/xplayer.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/xplayer.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/xplayer.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/xplayer.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/xplayer.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/xplayer.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/xplayer.wordpress.com/24/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=xplayer.wordpress.com&blog=532244&post=24&subd=xplayer&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La mia piccola illuminazione di oggi: GANTT planning vs XP planning</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 16:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stoner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agile]]></category>
		<category><![CDATA[planning]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia piccola illuminazione di oggi riguarda il modo tradizionale di pianificare e gestire un progetto software, ovvero con un bel GANTT e MS Project.
Per la prima volta ho dovuto analizzare il GANTT per la nuova release di un progetto su cui sto lavorando, e rivedere alcune attivita&#8217; a nostro carico per capire se mancava [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=xplayer.wordpress.com&blog=532244&post=23&subd=xplayer&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La mia piccola illuminazione di oggi riguarda il modo tradizionale di pianificare e gestire un progetto software, ovvero con un bel <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gantt_chart">GANTT</a> e MS Project.</p>
<p>Per la prima volta ho dovuto analizzare il GANTT per la nuova release di un progetto su cui sto lavorando, e rivedere alcune attivita&#8217; a nostro carico per capire se mancava qualcosa e verificare le dipendenze e le stime. Ci mancherebbe, se c&#8217;e&#8217; da fare, si fa&#8217;, ma ho sentito pian piano sorgere un senso di frustrazione&#8230;<br />
Ho poi capito il senso di fastidio che provavo: il GANTT (almeno, questo GANTT) e&#8217; piuttosto &#8220;tecnical-task centrico&#8221;, ovvero organizza le attivita&#8217; &#8220;tecniche&#8221;, ma non considera in nessun modo le features dal punto di vista del customer.</p>
<p>Tutto il contrario della pianificazione in XP, che e&#8217; &#8220;business-value centrica&#8221;, ovvero usa le user stories (&#8220;units of customer-visible functionality&#8221;) per pianificare pezzi di funzionalita&#8217;, a prescindere poi dai task tecnici che possono esserci dietro (e che vanno certo esplicitati, se e&#8217; il caso, ma che non hanno valore di business di per se&#8217;).</p>
<p>Ma perche&#8217; questa differenza?</p>
<p>Forse questo e&#8217; dovuto al fatto che, mentre il GANTT e&#8217; uno strumento <u>del project manager</u> per guidare il team di sviluppo (il customer lo vedra&#8217; mai?), le user stories sono invece uno strumento <u>del customer</u> per guidare lo stesso team.<br />
In altre parole la pianificazione in XP coinvolge in prima persona il team dei customers (project manager, product manager, marketing, utenti, &#8230;), mentre in un progetto tradizionale la dinamica e&#8217; del tipo &#8220;eccoti le specifiche, ci si rivede a fine progetto&#8221;.</p>
<p>Sta di fatto che io, abituato a ragionare innanziutto per user stories, mi sono ritrovato piuttosto a disagio a ragionare per task tecnici, perche&#8217; facevo fatica a vederci dietro le funzionalita&#8217;, e  spesso anzi trovavo che la somma dei task tecnici non bastava a coprire la funzionalita&#8217; che il sistema dovrebbe realizzare.</p>
<p>E&#8217; un po&#8217; come descrivere un quadro attraverso la somma dei tratti del pennello che lo compongono&#8230; si rischia di perdere il senso complessivo dell&#8217;opera.<br />
Il rischio nel caso del software e&#8217; quello perdere tra i tanti task tecnici i veri obbiettivi di una feature, ovvero produrre qualcosa che risponde a delle necessita&#8217; del customer.</p>
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